Il sig. Gippo Savetti risponde alla notizia del corriere della sera dove si chiedeva di vendere l'alfa romeo, trovo questa lettera molto interessante,
Lettera aperta al Corriere della Sera.
Milano 25 Gennaio 2010.
“ L’Alfa non è una semplice fabbrica di automobili. Le sue auto sono qualcosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E’ una specie di malattia, l’entusiasmo per un mezzo di trasporto. E’ un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore. Qualcosa che resiste alle definizioni.
I suoi elementi sono come quei tratti irrazionali dello spirito umano che non possono essere spiegati con una terminologia logica. Si tratta di sensazioni, di passione, tutte cose che hanno a che fare più con il cuore che con il cervello”.
Cosi, nel 1970, si esprimeva l’Ing. Orazio Satta, Responsabile della Progettazione Alfa Romeo negli anni della Presidenza di Giuseppe Luraghi.
Gli anni, per intenderci, della costruzione dello stabilimento di Arese e dei bilanci in utile; gli anni della Giulietta, della Giulia, della 1750 e delle mitiche Spider e GT.
In questa riflessione si trova la migliore risposta alle recenti “esternazioni” del Dr. Marchionne, ultimo Responsabile del Gruppo Fiat, continuatore di una linea di pensiero espressa dall’Avvocato Agnelli al momento dell’acquisizione dell’Alfa:
“Ci siamo annessi una provincia debole”.
Fiat e Alfa hanno due modi di concepire l’automobile del tutto incompatibili:
Ecco perché, fin dal momento della sua “conquista” da parte di Fiat l’Alfa Romeo è stata umiliata e oggi viene ridotta al ruolo di “stampella” per raggiungere volumi adeguati di produzione (cfr articolo Corsera di Tedeschini del 19 scorso).
Ecco perché oggi ci associamo all’invito a vendere l’Alfa Romeo rivolto alla Fiat da M. Mucchetti sulle pagine del Corriere della Sera del 17 scorso.
Dr. Marchionne, venda l’Alfa Romeo! Non si renda responsabile della distruzione di un mito che il 24 Giugno 2010 farà muovere verso Milano migliaia di appassionati da tutto il mondo per celebrare il centenario dell’Alfa, che la Fiat vuole dimenticare.
Dr. Marchionne, venda l’Alfa Romeo, perché non è, come lei afferma, “un bambino da cullare” ma una Storia gloriosa da recuperare e proiettare nel futuro con la passione di Orazio Satta.
Dr. Marchionne, venda l’Alfa Romeo, perché anche le imprese hanno un DNA e quello dell’Alfa è incompatibile con Fiat.
Dr. Marchionne, venda l’Alfa Romeo e tutti noi appassionati Le saremo grati……e forse compreremo una 500 come seconda macchina.
f.to
Un folto gruppo di Alfisti e non.
ecco anche la risposta dopo qualche giorno
Milano 25.01.2010
Cari Amici alfisti e non,
la nostra “provocazione” a Marchionne (lettera aperta scritta dal nostro socio Claudio Bonfioli) ha ottenuto in poco tempo oltre 700 consensi da parte di appassionati da tutto il Mondo (Italia, Finlandia, Francia, Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Svizzera, Estonia, Australia, Austria, Germania, ecc.). Desidero quindi ringraziare tutti, nell’impossibilità di farlo singolarmente, per il sostegno a questa iniziativa che probabilmente non cambierà di un millimetro le sorti future dell’Alfa Romeo ma, come già vi ho detto, almeno manderà forte e chiaro un messaggio. Inutile pure sottolineare che tutti preferiremmo un’Alfa vera, forte e italiana, ma le forze in gioco sono di respiro ben superiore a quelle di una, anche grande, moltitudine di “singoli”.
Ci auguriamo che il Corriere della Sera sia sensibile alla pubblicazione.
Abbiamo lanciato un sasso.
Non abbiamo nascosto la mano.
Che le onde si propaghino nello stagno…
Con cordialità
Gippo Salvetti
(Alfa Blue Team, Milano)